Un’eredità di passione e visione: la scomparsa di Arnaldo CapraiMontefalco, cuore pulsante dell’Umbria, piange la perdita di Arnaldo Caprai, figura emblematica del panorama imprenditoriale italiano, scomparso all’età di 92 anni.
La sua vita fu un racconto di dedizione, innovazione e profondo amore per la terra, un percorso che ha portato il nome di Montefalco e del Sagrantino a risuonare con prestigio internazionale.
Arnaldo Caprai non fu semplicemente un imprenditore; fu un pioniere.
Ereditò un’azienda vinicola di famiglia, ma la trasformò in qualcosa di radicalmente nuovo, portandola a incarnare un modello di eccellenza enologica capace di competere con i più grandi produttori mondiali.
La sua visione andò ben oltre la mera produzione di vino: comprese la necessità di investire in ricerca agronomica, in tecniche di vinificazione all’avanguardia e, soprattutto, nella salvaguardia del territorio.
La sua passione per il Sagrantino, vitigno autoctono di Montefalco, fu contagiosa.
Capì fin da subito il potenziale di questo vino robusto e complesso, troppo spesso relegato a un ruolo marginale.
Attraverso investimenti mirati e un’attenta selezione delle uve, ha saputo esaltare le caratteristiche uniche del Sagrantino, elevandolo a simbolo di un’Umbria ricca di storia, tradizione e autenticità.
L’impegno di Arnaldo Caprai non si limitò alla cantina.
Fu un convinto sostenitore della filiera agroalimentare umbra, promuovendo la valorizzazione dei prodotti tipici e il rispetto per l’ambiente.
Comprese che il successo di un’azienda non dipendeva solo dalla qualità dei suoi prodotti, ma anche dal benessere delle comunità locali e dalla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
La sua cantina, oggi riconosciuta a livello globale, non è solo un’azienda vinicola, ma un vero e proprio polo di eccellenza, un luogo di incontro tra tradizione e innovazione, dove i valori dell’artigianato si fondono con le tecnologie più avanzate.
Un’eredità preziosa che continuerà a ispirare le future generazioni di imprenditori umbri, testimoniando l’importanza della passione, della visione e dell’impegno nel costruire un futuro sostenibile e prospero per il territorio.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo spirito continuerà a vivere nelle bottiglie di Sagrantino che portano il suo nome, un omaggio eterno a un uomo che ha saputo trasformare una visione in realtà.



