Il Consorzio di Tutela dell’Etna Doc traccia un bilancio positivo per il 2025, confermando una traiettoria di crescita solida e resiliente.
I dati ufficiali di imbottigliamento rivelano un incremento del 6,27% rispetto all’anno precedente, un dato che consolida la reputazione dell’Etna come uno dei terroir più dinamici e strutturati del panorama vitivinicolo italiano, capaci di navigare con successo in un contesto globale segnato da complessità e incertezze.
L’evoluzione più interessante si manifesta con l’ascesa del vino bianco Etna Doc, che sta progressivamente riducendo il divario rispetto al vino rosso.
Questo cambiamento non va interpretato come una diminuzione dell’attrattiva del rosso, ma come il risultato di una riduzione significativa, risalente al 2023 (-43%), della produzione di uve rosse, fenomeno direttamente imputabile a condizioni climatiche avverse che hanno compromesso la resa delle vigne.
Questa flessione, pur temporanea, testimonia l’importanza di una gestione agronomica attenta e adattabile alle sfide poste dal cambiamento climatico.
Il vino rosato Etna Doc, dopo un 2024 segnato da una contrazione, recupera con vigore i livelli del 2023, registrando un notevole aumento dell’87% su base annua.
Un segnale incoraggiante che sottolinea la capacità di questo segmento a reagire e a riconquistare posizioni nel mercato.
Particolarmente rilevante è la performance degli spumanti Etna Doc, che con un volume di produzione superiore alle 300.000 bottiglie, si affermano come un segmento strategico e in rapida espansione.
Questa crescita riflette un’evoluzione nei gusti dei consumatori, sempre più orientati verso prodotti eleganti e sofisticati, capaci di esaltare la tipicità del terroir etneo.
“La nostra forza risiede nella costruzione, nel tempo, di un sistema basato sulla qualità, sulla sostenibilità e su una visione strategica condivisa tra le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni,” afferma Francesco Cambria, Presidente del Consorzio.
“Non ci focalizziamo sulla quantità, ma sulla creazione di un’identità riconoscibile e apprezzata nei mercati più esigenti.
” Questa filosofia si traduce in un’attenzione scrupolosa alla filiera, dalla cura della vigna alla valorizzazione del prodotto finale.
Maurizio Lunetta, Direttore del Consorzio, sottolinea la necessità di una lettura dei dati in una prospettiva di medio-lungo periodo.
“Il calo temporaneo del rosso è un evento contingente, legato a fattori agricoli specifici, mentre l’aumento del bianco riflette anche l’entrata in produzione di nuovi vigneti, testimonianza di un investimento a lungo termine nel futuro della denominazione.
” Le prossime comunicazioni, relative alla vendemmia 2025, dovrebbero confermare una ripresa della produzione di vino rosso e una continua crescita delle altre tipologie previste dal disciplinare, proiettando l’Etna Doc verso un futuro di eccellenza e innovazione.
La resilienza della denominazione Etna Doc si dimostra quindi non solo nella capacità di affrontare le sfide del mercato, ma anche nell’impegno costante verso la qualità, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio.



