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venerdì 9 Gennaio 2026

DOP: il sigillo di qualità che conquista i consumatori italiani

Il riconoscimento dei prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) incarna per i consumatori italiani molto più di una semplice certificazione: rappresenta un sigillo di garanzia che attesta qualità intrinseca, autenticità inconfondibile e un profondo legame con il territorio d’origine.
Questo legame, sempre più apprezzato, si riflette nelle scelte d’acquisto, dove la sostenibilità, intesa come approccio etico e responsabile nella produzione – che abbraccia il benessere animale, la tutela ambientale e il rispetto per i lavoratori – influenza significativamente il 50% dei consumatori, con un impatto concreto del 44% sulla decisione finale, come evidenziato dalla ricerca NielsenIQ commissionata da Aecis.
Il settore, in particolare quello caseario, esibisce una notevole resilienza anche in contesti economici avversi.
La ricerca di Aecis, focalizzata sulla sinergia tra cultura, innovazione e sostenibilità, sottolinea come i prodotti DOP continuino a essere protagonisti nel paniere della spesa, non solo in termini di valore (+5,8%), ma anche, e ciò è significativo, in termini di quantità (+2,7%), dimostrando una domanda costante e robusta.

Questa resilienza emerge in un panorama in cui le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) mostrano segni di rallentamento, mentre le DOP mantengono una traiettoria di crescita.

Il valore economico generato dall’intero universo dei prodotti italiani con indicazioni geografiche è considerevole, superando gli 11,6 miliardi di euro.
Tuttavia, la performance delle DOP si distingue nettamente, consolidando la loro posizione come scelta preferenziale e riconosciuta.

La loro notorietà è elevatissima: due acquirenti su tre riconoscono e apprezzano i marchi DOP.

L’importanza della sostenibilità, come elemento distintivo, si riflette anche nei dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che rileva la presenza del concetto di “sostenibilità” su oltre 121.000 referenze, generando un fatturato che si avvicina ai 45 miliardi di euro.

Questo dato riflette un cambiamento profondo nelle priorità dei consumatori, che sono sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale dei prodotti che acquistano.

Nel settore lattiero-caseario, in particolare, qualità e provenienza geografica rappresentano fattori decisivi.
La ricerca indica che oltre la metà dei consumatori è disposta a spendere, in media, il 10% in più per formaggi che garantiscono la tracciabilità e la tipicità del territorio.

Questo dato testimonia una crescente consapevolezza e premia le filiere che investono nella certificazione e nella trasparenza.
La missione strategica, sostenuta anche dal Ministero dell’Agricoltura attraverso il finanziamento del progetto Aecis, mira a trasformare la sostenibilità da semplice attributo a vantaggio competitivo, rafforzando il legame emotivo tra il brand e il consumatore e incentivando scelte d’acquisto responsabili e consapevoli, che valorizzino l’identità del territorio e la tradizione artigianale italiana.
Si tratta di un investimento nel futuro, volto a preservare un patrimonio culturale ed enogastronomico unico al mondo.

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