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sabato 21 Febbraio 2026

Città del Vino: Apprezzamento e Attenta Valutazione della Riforma PAC

L’Associazione Nazionale Città del Vino accoglie con favore l’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di viticoltura, auspicando che le scelte implementative siano in linea con le specificità del territorio italiano e con la salvaguardia del suo patrimonio vitivinicolo.
L’impegno profuso dai deputati italiani all’interno della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo è stato determinante, e l’associazione esprime apprezzamento per i progressi compiuti.
Un elemento chiave di questa riforma è la maggiore flessibilità nell’ambito dei nuovi impianti, abbandonando il rigido sistema dei diritti di impianto e introducendo una revisione decennale che permette una più accurata gestione delle superfici vitate.

L’introduzione di incentivi comunitari, capaci di coprire una quota significativa (fino all’80%) degli investimenti volti all’adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici – una sfida ineludibile per il settore – rappresenta un segnale positivo, indirizzando risorse verso pratiche sostenibili e innovative.

L’associazione condivide l’obiettivo di allineare l’offerta alla domanda, riconoscendo la necessità di strumenti per evitare la sovrapproduzione e stabilizzare i mercati.
La possibilità per gli Stati membri di incentivare misure correttive, come l’estirpazione di vigneti in eccesso (grubbing-up) o il diradamento anticipato, è considerata un’opzione da valutare con estrema cautela.

Pur comprendendo le ragioni francesi a favore di tale misura, l’Associazione Città del Vino si oppone fermamente al suo utilizzo in Italia, evidenziando i potenziali effetti negativi a livello paesaggistico, economico e sociale: la perdita di patrimonio territoriale, il rischio di desertificazione rurale e la compromissione del legame tra viticoltura, turismo ed identità locale.
Si sottolinea l’importanza che tale decisione rimanga di esclusiva competenza dello Stato membro, tenendo conto delle peculiarità di ogni contesto regionale.

Le semplificazioni procedurali e l’armonizzazione delle regole relative all’etichettatura e alle informazioni obbligatorie sono considerate un progresso significativo, che facilita la comunicazione con i consumatori e favorisce la trasparenza.
L’incremento degli strumenti di promozione sui mercati internazionali, il sostegno all’enoturismo e alle attività agro-turistiche rappresentano opportunità cruciali per valorizzare il vino come prodotto di eccellenza e volano per lo sviluppo del territorio.

L’associazione sollecita una integrazione organica dell’enoturismo all’interno della Politica Agricola Comune (PAC), riconoscendone il ruolo strategico per la vitalità delle aree rurali e la creazione di un turismo sostenibile e di qualità.
Infine, in merito alle nuove regolamentazioni riguardanti i vini a basso o zero alcol, l’associazione ribadisce il suo orientamento a mantenere la denominazione “vino” solo per le bevande ottenute dalla fermentazione dell’uva, preservando così l’identità e la tradizione del settore.
La salvaguardia del significato intrinseco del termine “vino” è considerata essenziale per tutelare il patrimonio culturale e l’immagine di qualità del prodotto italiano.

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