Il pomodoro, elemento fondante dell’identità gastronomica italiana, continua a dominare il panorama della pizza nazionale.
Secondo i dati forniti da Anicav, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, ben sette pizze su dieci sfornate in Italia si basano su questo versatile ortaggio, generando un giro d’affari che supera i 250 milioni di euro e assorbendo più di 200 milioni di chilogrammi di conserve di pomodoro, distribuite tra le circa 40.000 pizzerie sparse sul territorio.
Questo dato, rivelato in occasione della Giornata Internazionale della Pizza, sottolinea la centralità del pomodoro nella cultura alimentare italiana, un legame profondamente radicato nella tradizione e consolidato da un consumo in costante crescita.
L’impatto di questo ingrediente si estende oltre il semplice aspetto economico: la sua presenza capillare nel settore della ristorazione, con il 50% del consumo totale di pelati, polpa e passate destinato al canale “fuori casa”, testimonia la sua influenza sulle abitudini alimentari degli italiani.
Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav, evidenzia come la pizza al pomodoro rappresenti l’archetipo del piatto italiano, un simbolo riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
L’importanza di questo legame è stata ulteriormente rafforzata dai prestigiosi riconoscimenti UNESCO: nel 2017, l’arte del pizzaiuolo napoletano ha ottenuto il titolo di patrimonio immateriale dell’umanità, mentre la cucina italiana, di cui la pizza è un’eccellenza cardine, è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Questi riconoscimenti hanno innescato un’onda positiva sull’export dei prodotti derivati dal pomodoro, alimentando l’immagine di un’Italia sinonimo di qualità, tradizione e innovazione.
Il successo della pizza al pomodoro, lungi dall’essere un fenomeno passeggero, si conferma come motore propulsivo per l’intera filiera agroalimentare italiana, testimoniando come un semplice ortaggio possa diventare ambasciatore di un intero paese e del suo inestimabile patrimonio culturale.
Il futuro del settore si prospetta quindi ricco di opportunità, con la necessità di coniugare tradizione e innovazione per soddisfare un mercato globale sempre più esigente e attento alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti.



