Nel corso dei primi nove mesi del 2025, il settore vitivinicolo veneto ha offerto una performance di rilievo, superando i risultati nazionali e delineando un quadro di crescita sostenuta.
Un elemento trainante di questa dinamica positiva è stato il comparto del Prosecco, che ha evidenziato un incremento del 5% in termini di volume e dell’1% in valore.
Questo dato, apparentemente discreto, maschera una complessità di fattori economici e strategici che plasmano il panorama delle esportazioni venete.
L’andamento del Prosecco non si limita a una mera variazione numerica; esso riflette la capacità del territorio veneto di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato globale.
Mentre i mercati tradizionali, considerati “maturi” per la loro stabilità e consolidata presenza del prodotto, continuano a fornire un appoggio fondamentale, si assiste a una progressiva espansione nei cosiddetti mercati “in evoluzione”.
Questi ultimi, caratterizzati da un’economia in rapida crescita e da una crescente propensione al consumo di prodotti di qualità, offrono opportunità di crescita a lungo termine, sebbene con sfide specifiche legate alla regolamentazione locale, alla concorrenza con produttori locali e alla necessità di costruire consapevolezza del marchio.
La resilienza del Prosecco, e più in generale dei vini veneti, emerge anche come risultato di una strategia di diversificazione dei canali distributivi.
Sebbene la grande distribuzione organizzata (GDO) rimanga un pilastro fondamentale, si osserva un crescente interesse per i canali specializzati, come enoteche, ristoranti di alto livello e piattaforme di e-commerce dedicate al vino.
Questa diversificazione riduce la dipendenza da singoli canali e permette di raggiungere segmenti di consumatori più esigenti e disposti a spendere di più.
Parallelamente, l’attenzione alla sostenibilità e alla tracciabilità dei prodotti si configura come un elemento chiave per mantenere e rafforzare la competitività.
I consumatori, sempre più informati e attenti all’impatto ambientale e sociale dei loro acquisti, premiano le aziende che adottano pratiche agricole rispettose dell’ambiente, che investono nella valorizzazione del territorio e che garantiscono la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva.
L’etichettatura chiara e precisa, che evidenzi l’origine geografica e le caratteristiche organolettiche del prodotto, si rivela quindi uno strumento cruciale per differenziarsi dalla concorrenza e per costruire un rapporto di fiducia con il consumatore.
Infine, l’investimento in attività di promozione e comunicazione, mirate a valorizzare l’immagine del “Made in Veneto” e a raccontare la storia e le tradizioni legate alla produzione del vino, si rivela essenziale per consolidare la posizione del territorio nel mercato globale e per attrarre nuovi consumatori.
La narrazione di un’identità vitivinicola forte, legata alla cultura, al paesaggio e alla passione dei produttori, è un fattore determinante per il successo a lungo termine.
Il 2025, quindi, si configura come un anno di conferma e di slancio, che guarda al futuro con ottimismo e con la consapevolezza che la crescita sostenibile richiede un impegno costante e un’attenzione scrupolosa alle dinamiche del mercato.



