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sabato 21 Febbraio 2026

Cucina Italiana UNESCO: Un Patrimonio da Nutrire e Proiettare nel Futuro

La cucina italiana, elevata a patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, incarna un trionfo culturale di portata globale, un riconoscimento che trascende la semplice enumerazione di ricette per abbracciare un universo di saperi, pratiche e identità.
Niko Romito, interprete di questa eccellenza attraverso le sue tre stelle Michelin, sottolinea come questa nomina implichi una profonda responsabilità.
Non si tratta di preservare un reperto museale, ma di nutrire un organismo vivente, un ecosistema gastronomico in costante evoluzione.
Per Romito, l’investitura UNESCO rappresenta un imperativo: rafforzare la ricerca, promuovere la sostenibilità, perseguire la purezza del gusto con un’etica rinnovata.

È un’esortazione a custodire la tradizione, certo, ma anche a sperimentare, a innovare con la consapevolezza di un legame imprescindibile con le radici.
La sfida non è replicare il passato, bensì evolverlo, proiettarlo nel futuro senza tradirne l’anima.
Lo chef individua tre pilastri fondamentali per la valorizzazione e la tutela della cucina italiana nel contesto internazionale: una formazione rigorosa e diffusa, che formi nuove generazioni di professionisti consapevoli del loro ruolo; lo sviluppo di filiere corte e trasparenti, che garantiscano la qualità delle materie prime e il sostegno alle comunità locali; e, cruciale, una comunicazione autentica, capace di raccontare le storie dietro i piatti, la passione degli agricoltori, l’impegno dei produttori.
L’esperienza culinaria di Romito è profondamente radicata nel territorio abruzzese, un paesaggio di contrasti, dalla maestosità delle montagne alla semplicità dei sapori.

È un’educazione alla frugalità, alla ricerca dell’essenziale, alla costruzione del gusto attraverso la sottrazione, non attraverso l’aggiunta di orpelli.
L’Abruzzo gli ha insegnato il valore della terra, l’importanza di rispettare i ritmi della natura e di interpretare i suoi doni con umiltà e maestria.

Pur mantenendo l’Abruzzo come punto di riferimento imprescindibile, lo sguardo di Romito si proietta ora su una dimensione globale.

Il dialogo con le culture del mondo è aperto, fertile, capace di arricchire e di stimolare nuove prospettive, sempre nel rispetto delle tradizioni e dei valori che definiscono l’unicità della cucina italiana, un vero e proprio patrimonio dell’umanità.
L’obiettivo è portare il gusto italiano nel mondo, non come un prodotto standardizzato, ma come un’esperienza autentica, un viaggio sensoriale alla scoperta di un territorio, di una storia, di un’identità.

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