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sabato 21 Febbraio 2026

Vitivinicoltura Piemontese: Transizione e Qualità nel 2025

Nel 2025, la vitivinicoltura piemontese si confronta con un anno di transizione, segnato da un calo produttivo stimato tra il 7 e il 10% rispetto al 2024, con una produzione totale che si attesta poco sopra i 2,15 milioni di ettolitri.
Un dato particolarmente rilevante è che quasi il 93% di questa produzione, circa 2 milioni di ettolitri, reca il prestigioso marchio DOP, testimoniando l’impegno regionale verso la qualità e la salvaguardia delle denominazioni d’origine.

La pubblicazione annuale “L’Annata Vitivinicola in Piemonte”, frutto della collaborazione tra Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte, offre un quadro dettagliato di questo scenario complesso.

L’analisi congiunta di dati climatici, indicatori tecnici, valutazioni economiche e osservazioni di esperti del settore rivela come le avversità meteorologiche – una primavera eccessivamente piovosa seguita da un’estate anticipata e caratterizzata da elevate temperature – abbiano impattato negativamente sulle rese, pur consentendo di ottenere uve di elevata qualità organolettica, potenzialmente destinate a vini di grande finezza e complessità.

Economicamente, il Piemonte si conferma un pilastro del settore vitivinicolo nazionale, contribuendo con 1,180 miliardi di euro al fatturato complessivo italiano, che si attesta a 9.062 miliardi.
Questo dato sottolinea il peso strategico della regione, non solo in termini di produzione, ma anche in termini di contributo al PIL nazionale e alla sua immagine nel mondo.

L’andamento delle esportazioni, tuttavia, presenta una dicotomia interessante.
Mentre alcuni mercati tradizionali come Svezia e Canada mostrano segnali di crescita, si registrano lievi diminuzioni negli Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svizzera.
Questo scenario riflette un panorama globale in continua evoluzione, in cui le preferenze dei consumatori cambiano rapidamente e la concorrenza internazionale si fa sempre più agguerrita.
Considerando l’arco temporale degli ultimi cinque anni, emerge una tendenza positiva e diversificata a livello globale.

I mercati internazionali hanno accolto i vini piemontesi con crescente interesse, generando incrementi significativi sia nei paesi consolidati sia in quelli emergenti.

La crescita esponenziale in paesi come Spagna (+202%), Francia (+86%) e Australia (+62%) testimonia un’espansione territoriale ambiziosa e di successo.
Particolarmente promettenti si rivelano le performance di mercati emergenti come gli Emirati Arabi Uniti (+196%), la Corea del Sud (+165%) e il Brasile (+76%), quest’ultimo destinato a diventare un interlocutore sempre più rilevante grazie alla prospettiva di una riduzione dei dazi nell’ambito dell’accordo Mercosur, che potrebbe aprire nuove opportunità commerciali e rafforzare la presenza del vino piemontese nel Sud America.

La capacità di adattamento e di innovazione, unita alla salvaguardia delle tradizioni vitivinicole, si presenta come la chiave per affrontare le sfide del futuro e consolidare la posizione del Piemonte come eccellenza vitivinicola a livello mondiale.

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