“Il Lotto del Palato: Tradizioni Mediterranee tra Sapori e Smorfia”Giovanni Mancinone, giornalista molisano, ci introduce con “Il Lotto nel Piatto” (Volturnia Edizioni, 174 pp.
, 16 euro) un’opera originale che fonde la ricchezza gastronomica del Mediterraneo con l’affascinante universo della smorfia napoletana.
Non un semplice ricettario, bensì un viaggio sensoriale e culturale che traduce la tradizione culinaria in una sequenza di numeri, un’interpretazione ludica e suggestiva che affonda le radici nella cultura popolare.
Dalla ‘Pezzata’, emblema del pastore e associata al numero uno, alla ‘Zuppa di lenticchie’, custode del novantennio, ogni piatto diventa portatore di un significato simbolico, un codice da decifrare.
La ‘Cicoria mollicata’, icona della cucina povera, si veste del numero 90, mentre gli ‘Involtini di carne e peperoni’ evocano il 69, a testimonianza di come ogni ingrediente, ogni preparazione, si trasformi in un segno misterioso.
Le ‘Pallotte cacio e uova’, simbolo di convivialità, si posizionano al 50, mentre i ‘Paccheri al sugo di cinghiale’, espressione del gusto robusto, raggiungono il 68, mentre il ‘Brodetto dell’Adriatico’ ne cattura l’essenza con il 37.
Le ricette, distillate da appunti ingialliti, eredità di generazioni di nonne, incarnano l’autenticità del territorio molisano e delle regioni confinanti: Campania, Puglia e Abruzzo.
Questa fusione di influenze si manifesta in preparazioni che pur rimanendo fedeli alla tradizione, si aprono alla sperimentazione, richiedendo ingredienti di prima qualità e una passione genuina per la cucina.
L’opera non si limita a presentare un elenco di piatti da replicare, ma si propone come un’esplorazione dell’identità culturale, un omaggio alle sagre paesane, luoghi di aggregazione dove sapori semplici si fondono con l’allegria della comunità.
La sfida più complessa, spiega Mancinone, è stata l’associazione dei piatti ai numeri della cabala, un’operazione che si ispira all’interpretazione onirica, al tentativo di dare un significato a sogni e presagi.
Un gioco, un’esplorazione senza pretese scientifiche, ma intrisa di suggestioni e rimandi simbolici.
Giovanni Mancinone, noto per le sue opere di cronaca nera (“Molise Criminale”) e di inchiesta (“Mostri”), rivela con questo libro una nuova dimensione della sua ricerca, un approccio originale e creativo che dimostra la sua versatilità e la sua capacità di cogliere l’essenza profonda della cultura popolare, trasformando la cucina in un linguaggio universale, capace di raccontare storie e di evocare emozioni.



