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venerdì 9 Gennaio 2026

Pizza UNESCO: crescita esponenziale e nuove sfide per l’arte napoletana.

L’inclusione dell’arte dei pizzaiuoli napoletani nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO nel 2017 ha innescato un fenomeno complesso, con impatti tangibili sull’economia e sulla diffusione di questa tradizione culinaria.
Uno studio interdisciplinare, promosso dalla Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza di Roma e diretto da Pier Luigi Petrillo, analizza gli effetti di questo riconoscimento, rivelando una crescita esponenziale sia nella formazione professionale che nell’accreditamento di scuole dedicate all’arte della pizza napoletana.

I risultati preliminari indicano un’impennata significativa nei corsi professionali per pizzaiuoli.
Partendo da una base di 64 corsi nel 2017 (di cui 40 all’estero e 24 in Italia), si è assistito a una crescita progressiva, culminata nel 2025 con ben 246 corsi, distribuiti tra 165 all’estero e 81 in Italia.

Questa crescita, superiore al 20% annuo, ha portato ad un aumento complessivo del 284% in otto anni.
La traiettoria della crescita non è stata lineare: i primi tre anni post-riconoscimento hanno mostrato una relativa stabilità, mentre dal quarto anno in poi si è verificato un vero e proprio boom, suggerendo un effetto ritardato dell’investimento di risorse e di consapevolezza a livello globale.

La proliferazione di scuole accreditate, controllate dalle associazioni “Verace Pizza Napoletana” e “Associazione Pizzaiuoli Napoletani” – le stesse che hanno sostenuto la candidatura UNESCO – conferma ulteriormente questo trend.
Se nei primi anni il loro incremento è stato contenuto, il 2020 segna una svolta decisiva.

Le scuole all’estero hanno visto un’accelerazione notevole, passando da 5 a 26 in soli cinque anni.

Un dato particolarmente significativo è quello che evidenzia la maggiore concentrazione di scuole accreditate al di fuori dell’Italia (26) rispetto alla penisola (solo 2), riflettendo un interesse globale che supera la disponibilità di risorse e formazione sul territorio di origine.

L’incremento totale delle scuole accreditate, pari al 420% in otto anni, testimonia l’attrattiva universale dell’arte della pizza napoletana.
Un picco nell’aumento, pari al 133% rispetto all’anno precedente, è stato registrato nel 2021, suggerendo un momento di consolidamento e ulteriore espansione della consapevolezza e dell’interesse per questa tradizione culinaria.
Questa dinamica solleva interrogativi importanti sulle implicazioni di un riconoscimento UNESCO per un patrimonio immateriale.
Al di là dell’indubbio valore promozionale, si evidenzia un potenziale rischio di “dispersione” dell’autenticità, con la necessità di garantire che la formazione professionale preservi i valori e le tecniche tradizionali, evitando una mera standardizzazione o commercializzazione dell’arte del pizzaiuolo napoletano.
La Cattedra UNESCO sta approfondendo questi aspetti, analizzando anche l’impatto sull’occupazione, sulla sostenibilità economica delle attività legate alla pizza e sulla percezione dell’identità culturale napoletana a livello globale.

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