La recente decisione dell’UNESCO, che consacra la cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità, risuona con particolare significato per la città di Fermo e per l’impegno costante profuso attraverso il progetto Tipicità.
Questa riconoscimento non è un evento isolato, ma il coronamento di un percorso iniziato nel 2016 con l’iniziativa “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, una serie di eventi che hanno illuminato la ricchezza gastronomica italiana in luoghi geograficamente distanti e culturalmente diversi, dagli Emirati Arabi Uniti all’Albania, per poi estendersi fino al Canada e alla Tanzania.
Il progetto Tipicità, ideato e gestito con dedizione, ha svolto un ruolo cruciale in questo processo di valorizzazione e promozione.
La sua azione non si è limitata a presentare prodotti e ricette, ma ha mirato a raccontare storie, a preservare tradizioni e a trasmettere un’eredità culturale profondamente radicata nel territorio.
Un momento chiave è stato senza dubbio novembre 2023, quando a Parigi, grazie alla sapiente coordinazione della Regione Marche, Tipicità ha curato l’organizzazione della serata di presentazione ufficiale della candidatura italiana all’UNESCO.
Un evento di grande impatto, a cui hanno partecipato figure di spicco come il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’allora assessore Antonini, e il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, affiancato dal suo omologo francese.
Questo incontro ha rappresentato una vetrina imprescindibile, un’occasione per esporre la forza e l’unicità del patrimonio gastronomico italiano.
Il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, sottolinea con orgoglio l’importanza di questa vittoria, non solo come italiani, ma anche per la consapevolezza di aver contribuito attivamente a questo traguardo.
L’impegno di Tipicità si è esteso ben oltre i confini europei, con missioni che hanno lasciato un segno tangibile in contesti internazionali.
Ricordiamo l’esperienza all’Expo di Osaka, un palcoscenico globale che ha offerto l’opportunità di dialogare con culture diverse, e il recente viaggio in Argentina, un percorso intenso che ha attraversato Bahia Blanca, Buenos Aires e Ushuaia, creando ponti di amicizia e scambio.
Questo riconoscimento dell’UNESCO non è solo una celebrazione del passato, ma un invito a continuare a preservare e valorizzare la cucina italiana, non solo come insieme di ricette, ma come espressione di identità, storia e comunità.
Si tratta di un bene comune, un patrimonio da tutelare e tramandare alle future generazioni, con la stessa passione e dedizione che hanno caratterizzato l’impegno di Fermo e del progetto Tipicità.
La sfida ora è quella di consolidare questo successo, continuando a promuovere la cultura gastronomica italiana nel mondo, con un approccio innovativo e sostenibile, che tenga conto delle esigenze del territorio e delle nuove generazioni.



