Le Marche: un viaggio nell’anima di una regione attraverso i suoi sapori autentici.
Più che una semplice destinazione enogastronomica, la regione rappresenta un crogiolo di tradizioni, un racconto sedimentato nei secoli e declinato in mille sfumature, dai borghi medievali alle coste frastagliate, dalle dolci colline all’imponente Appennino.
Il patrimonio gastronomico marchigiano non è solo una questione di ricette, ma un vero e proprio sistema culturale, un’espressione identitaria che si tramanda di generazione in generazione.
Il riconoscimento ufficiale di questo patrimonio si concretizza nel Registro della Cucina Marchigiana, un archivio prezioso che custodisce 96 ricette emblematiche, frutto di una selezione rigorosa operata da una commissione regionale.
Dalle celebri Olive all’Ascolana, croccanti e sapite, ai ricchi e stratificati Vincisgrassi, passando per il Brodetto, un concentrato di sapori marini, fino allo Stoccafisso all’Anconetana, ogni piatto incarna un frammento di storia, una memoria collettiva.
Queste specialità, insieme a innumerevoli altre, vengono preservate e valorizzate da una Rete di ristoratori custodi, impegnati a perpetuare le tecniche tradizionali e a utilizzare ingredienti di altissima qualità.
Il panorama culinario marchigiano si arricchisce oggi della presenza di otto ristoranti stellati Michelin, testimonianza dell’eccellenza raggiunta dai suoi chef, tra cui spiccano Uliassi (tre stelle) e Madonnina del Pescatore (due stelle).
Questi interpreti di alto livello si avvalgono di una filiera agroalimentare solida e innovativa, sostenuta anche dal Distretto Biologico Marchigiano.
Quest’ultimo, riconosciuto dalla Regione nel 2021, è un progetto ambizioso che riunisce oltre 2.100 aziende agricole biologiche, occupando un’area di 71.000 ettari.
Un contributo significativo per un’agricoltura sostenibile, a tutela dell’ambiente e a favore di un’economia locale resiliente.
L’offerta gastronomica marchigiana non si limita alla cucina di mare, iconica e legata alla storia di pescatori e marinai, ma si estende all’entroterra, dove la cucina si fa più rustica e contadina.
La varietà del paesaggio si riflette nella diversità dei piatti: paste fatte a mano, ricche di sapore, carni prelibate, legumi nutrienti, salumi artigianali e formaggi stagionati.
A completare questo affascinante mosaico, una tradizione vitivinicola di eccellenza, basata su vitigni autoctoni come Verdicchio, Montepulciano, Pecorino e Passerina.
Un percorso enogastronomico attraverso le Marche invita alla lentezza, alla scoperta di trattorie storiche, cantine secolari e feste popolari, un’immersione in un’identità regionale forte e riconoscibile.
Che si scelga la costa adriatica, con i suoi profumi di salsedine, o l’entroterra, con i suoi panorami mozzafiato, la regione offre un’esperienza sensoriale completa, capace di soddisfare i palati più esigenti e di regalare emozioni indimenticabili.
Le Marche non sono solo un viaggio nel gusto, ma un’occasione unica per conoscere l’anima di una regione autentica e accogliente, un tesoro da custodire e da condividere.



