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sabato 21 Febbraio 2026

Vino italiano in Giappone: successo e sguardo al futuro

Nella vibrante cornice della sede dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, si è recentemente conclusa una serata di gala di notevole importanza, parte integrante della Decima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, un’iniziativa annuale orchestrata da Vinitaly e Veronafiere.
L’evento ha segnato un ulteriore passo avanti nella strategia di promozione del Made in Italy, con particolare attenzione al mercato giapponese, una destinazione cruciale per il vino italiano.
Il Giappone si conferma un interlocutore strategico, occupando la nona posizione a livello globale per il valore delle esportazioni enologiche, con un fatturato di 108 milioni di euro nei primi sette mesi del 2025.
Un risultato che testimonia l’efficacia della “diplomazia della crescita”, un approccio che coniuga l’azione istituzionale, l’impegno del sistema fieristico e la proattività delle imprese italiane.
L’ambasciatore Gianluigi Benedetti ha sottolineato come questo successo sia stato possibile grazie a un lavoro di squadra sinergico e costante, evidenziando il potenziale ancora inespresso, soprattutto alla luce delle recenti turbolenze commerciali generate dai dazi imposti dagli Stati Uniti.
In questo contesto di ricerca di nuovi mercati e diversificazione delle esportazioni, un ruolo significativo è stato attribuito alla promozione di “SOL Expo,” l’innovativo evento fieristico veronese dedicato all’olio extravergine di oliva.
La rassegna, in programma dall’1 al 3 marzo, si propone di valorizzare l’intera filiera olivicola attraverso l’innovazione tecnologica, la promozione di prodotti di eccellenza, la formazione professionale e lo sviluppo del turismo enogastronomico.

L’ambasciatore ha ribadito l’impegno costante nel presentare la cucina italiana e i suoi prodotti come strumenti di valorizzazione dell’immagine del Paese, non solo come espressione di eccellenza gastronomica, ma soprattutto come veicoli di identità culturale e di storia millenaria.
L’obiettivo ambizioso è quello di ottenere il riconoscimento da parte dell’UNESCO, inserendo la cucina italiana nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità, un traguardo che ne consacrerebbe il valore universale.

Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, presente a Tokyo per consolidare la presenza del vino italiano nel panorama internazionale, ha condiviso pienamente questa visione.

Il suo impegno si concentra sul rafforzamento dei legami con il mercato giapponese, che dal 2021 rappresenta il primo bacino asiatico per le esportazioni enologiche italiane, contribuendo per il 2% del fatturato globale.
Vinitaly, in questo senso, assume il ruolo di acceleratore per le aziende italiane, supportandole nel percorso di crescita internazionale.

Nel 2024, l’export globale del vino italiano ha raggiunto un valore di 8.1 miliardi di euro, sostenendo una filiera complessa che genera un fatturato complessivo di 45 miliardi di euro, impiega quasi un milione di persone e contribuisce in modo significativo all’economia nazionale, rappresentando l’1,1% del Prodotto Interno Lordo.

L’iniziativa, quindi, non è solamente un’operazione di promozione commerciale, ma un investimento strategico nel futuro del sistema Paese e nella sua identità culturale.

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