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sabato 21 Febbraio 2026

Granatza: Orgosolo rilancia un vitigno autoctono sardo

Orgosolo si configura come epicentro di una rinascita vitivinicola, illuminando le potenzialità del Granatza, un vitigno autoctono a bacca bianca che rappresenta un tassello fondamentale del patrimonio agroalimentare sardo.
Un progetto di valorizzazione territoriale ambizioso, orchestrato da Agris sotto la guida di Gianni Lovicu, sta restituendo dignità a questo vitigno quasi dimenticato, coltivato prevalentemente nelle aree del Parteolla, Cagliaritano, Barbagia e Mandrolisai.

La Cantina Orgosa e le Cantine di Orgosolo, dopo un’approfondita fase di sperimentazione e degustazione dei prototipi – sia spumanti che vini fermi – hanno abbracciato l’idea di vinificare il Granatza, una scelta audace che segna la sua prima imbottigliamento ufficiale in questo specifico territorio.

Un gesto simbolico che sancisce un nuovo capitolo nella storia del vitigno e dell’intera comunità.

Il Granatza, con i suoi 60 ettari coltivati in Sardegna, si distingue come la regione con la maggiore estensione dedicata a questa varietà.

La sua caratteristica acidità fissa, che lo definisce come un vino coriaceo e spigoloso, convive con note delicate e soavi, risultato diretto delle tecniche di vinificazione impiegate.
Il progetto Akinas ha avuto il merito di formalizzare la sinonimia tra Granatza e Guarnaccia bianca, inserendo quest’ultima nel Registro nazionale delle varietà di vite e avviando la procedura per l’autorizzazione alla coltivazione e alla produzione di vino con Indicazione Geografica Tipica (IGT) in Sardegna.

Questa certificazione rappresenta un tassello cruciale per garantire la qualità e l’autenticità del prodotto.

La ricerca e la valorizzazione del Granatza si concentrano oggi in un’area geografica ben definita: la Barbagia, con particolare attenzione ai comuni di Orgosolo, Oliena e Mamoiada.

Tradizionalmente impiegato nella preparazione di vini da dessert, il Granatza rivela una sorprendente versatilità gastronomica, si sposa elegantemente con carni delicate, preparazioni a base di pesce e altre portate, dimostrando inoltre un notevole potenziale in cucina.
L’eccezionalità di questo evento è ulteriormente amplificata dalla partecipazione di “Is Femminas di Cagliari” e di una selezione di rinomati chef provenienti da tutta l’isola: Zenith (Iglesias), Brasiadi Tadasuni, Sa Ziminera (Bolotana), Vecchio Borgo (Sassari), Leopardi (Cabras), Il Mattacchione (Olbia), Montiblu, Il Rifugio, Ristorantino Shardana e La cantina del Gusto (Nuoro).
Questi talenti culinari hanno elaborato abbinamenti innovativi e creativi, mettendo in risalto la complessità e la ricchezza aromatica del Granatza Ispavillu (Cantine di Orgosolo) e Gramentino (Cantina Orgosa), contribuendo a definire un nuovo canone di eccellenza enogastronomica sarda.

Il progetto non si limita quindi alla mera valorizzazione del vitigno, ma si configura come un vero e proprio motore di sviluppo territoriale, capace di promuovere l’immagine della Sardegna a livello nazionale e internazionale.

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