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sabato 21 Febbraio 2026

Osterie d’Italia 2026: Un Viaggio tra Sapori, Cultura e Tradizione

L’edizione 2026 di “Osterie d’Italia”, promossa da Slow Food, si configura non solo come una guida gastronomica, ma come un vero e proprio affresco del tessuto culturale e territoriale italiano.
Rileva e celebra 1980 realtà dislocate da nord a sud, un universo di proposte enogastronomiche che va ben oltre la tradizionale osteria, abbracciando ristoranti, enoteche con cucina, agriturismi e, in una sezione in rapida espansione, i “Locali Quotidiani”.
Quest’ultima categoria, introdotta di recente, accoglie un panorama eterogeneo di attività – pastifici artigianali, gastronomie di quartiere, botteghe con cucina – accomunate dalla priorità attribuita al benessere, all’identità del territorio e al piacere genuino della convivialità, un incremento significativo rispetto ai 134 locali dell’anno precedente.

Tra le 1980 insegne recensite, spiccano 337 locali insigniti del prestigioso riconoscimento della Chiocciola, simbolo di un’offerta gastronomica di eccellenza, unita a un’atmosfera accogliente e profondamente radicata nei valori promossi da Slow Food.
A livello regionale, il Piemonte emerge per il maggior numero di osterie segnalate (187), seguito dalla Campania (169) e dalla Toscana (163).
Tuttavia, l’analisi delle Chiocciole ribalta questa classifica, posizionando la Campania al primo posto (39), seguita dalla Toscana (30) e dal Piemonte (29), a testimonianza di un impegno particolarmente sentito verso la qualità e la valorizzazione del territorio in queste regioni.

La presentazione dell’edizione 2026, tenutasi alle Ogr di Torino, ha rappresentato un’occasione per riflettere sull’importanza di preservare l’autenticità del patrimonio gastronomico italiano.

Come sottolineato da Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore, la guida conduce il lettore in un viaggio alla scoperta dell’Italia più vera, capace di superare ogni barriera.
L’intervento di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha poi focalizzato l’attenzione sul ruolo cruciale dei produttori e dei cuochi nel riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità.
Il loro lavoro, la loro passione per i prodotti locali e le ricette tradizionali, testimoniano le profonde radici della nostra cultura gastronomica e la capacità di creare un forte legame con il territorio, esaltandone la biodiversità.

Petrini ha evidenziato come la salvaguardia della biodiversità debba necessariamente coesistere con il rispetto delle diversità culturali, considerandole non come elementi di divisione, ma come la vera ricchezza del nostro patrimonio comune.
La guida “Osterie d’Italia 2026” si propone quindi come uno strumento per promuovere un turismo consapevole, che valorizzi le piccole realtà locali, sostenga la produzione artigianale e favorisca un’esperienza enogastronomica autentica, in grado di arricchire sia il visitatore che il territorio.

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